ANALISI LOGICA- INTRODUZIONE

italiano

In questo post ci occuperemo di un argomento della grammatica italiana molto trattato a scuola, che è fondamentale anche per capire il latino ed il tedesco. Si tratta dell’analisi logica, ovvero di analizzare com’è strutturata una frase in italiano.

Siccome è un argomento che va affrontato con calma ed in modo approfondito, lo dividiamo in due lezioni.

Nella lingua italiana, il processo attraverso il quale diamo ai singoli componenti di una frase la giusta attribuzione (di significato ed appartenenza), è quello definito dall’analisi sintattica degli elementi, che identifichiamo come analisi logica (o sintassi).

Fare l’analisi logica significa rispondere alle domande:

1- qual è la funzione svolta dai sintagmi (parti del discorso) presenti in una frase?

2- Quali sono i rapporti che intercorrono tra le parole all’interno di una frase?

Per rispondere a queste domande, è necessario conoscere e distinguere le singole parti componenti il periodo oggetto dell’analisi. 

In una proposizione, possiamo avere elementi fissi e variabili.

Gli elementi fissi sono:

– il soggetto, cioè l’elemento a cui la frase si riferisce, colui che compie o subisce un’azione espressa attraverso un altro elemento fisso che è il predicato, con il quale concorda in persona, genere e numero;

– il predicato, cioè l’elemento che dice qualcosa a proposito del soggetto: chi è, com’è, cosa fa, cosa subisce. Il predicato può essere nominale, se costituito da verbo + nome o aggettivo o verbale, se composto da un verbo predicativo (verbo che ha un senso compiuto) di forma passiva o attiva, transitivo o intransitivo.

Esempio:

Giulia è partita

GIULIA è il soggetto che compie l’azione di partire

E’ PARTITA è il predicato verbale.

Se volessimo una frase con il predicato nominale, avremmo: Giulia è alta, dove “alta” corrisponde ad un aggettivo.

Ci sono poi gli elementi variabili, come i complementi, che rappresentano parti del discorso che integrano la proposizione ampliandola con informazioni di qualsiasi genere.

Distinguiamo complementi diretti, indiretti ed avverbiali.

I complementi diretti sono parti del discorso che si integrano alla frase in maniera diretta e si identificano in: complemento oggetto, complemento predicativo del soggetto, complemento predicativo dell’oggetto.

Esempio:

Ho mangiato una mela

UNA MELA è un complemento diretto.

I complementi indiretti integrano la frase con l’aggiunta di una locuzione prepositiva, una preposizione, un avverbio.

Esempio:

Ho mangiato una mela a casa

A CASA è un complemento indiretto

L’attributo è generalmente un aggettivo che si unisce al nome per qualificarlo.

Esempio

– Ha scritto un bel libro 

Com’è il libro? Bello/Bel. BEL è quindi attributo

L’apposizione è un nome che si affianca ad un altro per definirlo meglio.

Esempio

Ti presento l’ingegner Rossi

Rossi chi è, che lavoro fa? L’ingegnere/l’ingegner. L’INGEGNER è quindi apposizione del soggetto, in questo caso Rossi.

 

ANALISI LOGICA- INTRODUZIONEultima modifica: 2012-09-07T08:00:00+00:00da admin
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